Chi volesse approfondire la ragione
della mancata partecipazione al voto di circa metà degli aventi diritto
dovrebbe osservare bene e da vicino questi grandi assenti e scoprirebbe
magari dei cittadini invece molto attivi nella comunità e perfino nel
volontariato che è così diffuso in forme più o meno organizzate anche da noi.
L'azione diretta pro-bono di
questi cittadini fa la differenza ed è sapere di fare la differenza e
insieme, il motore costante della partecipazione gratificante alla società
degli uomini.
Diversamente, un'amministrazione che
decidesse tanto, tutto per tutti, pur se disegnasse il migliore dei
mondi possibili, lasciando al margine del confronto i suoi amministrati perderebbe
il ruolo decisivo e atteso di mediatore politico nella negoziazione e nelle decisioni
su questioni collettive complesse e rilevanti per la qualità della vita.
Sembrerebbe che, negli ultimi anni fatti
di tanti fondi per tutti da utilizzare in fretta, questo cortocircuito tra
amministratori e amministrati abbia aumentato con l’operatività forsennata specialmente
urbanistica anche l’esponenziale crisi di rappresentanza.
Da qui la nascita - in molti comuni -
di una cittadinanza che, in cerca di
dialogo, ha fatto sorgere comitati spontanei e nei casi di inascolto, acuito la convinzione della stessa di non
poter fare in nessun modo la differenza. Convinzione che sembrerebbe concorrere al grave
assenteismo che in località di così pochi “aventi diritto” come Laveno
Mombello appare ancora più dichiarata e fatale.
Una vittoria a metà elettorato
votante di stretta
misura, per manciate di voti, è già una vittoria da temere
"un'altra vittoria come questa e saremo perduti" disse Pirro.
Saprà la nuova squadra, alla prossima
tornata, riportare ai seggi i grandi elettori assenti di oggi ?
La promessa da tutti fatta in
campagna elettorale per un confronto leale e diretto con i cittadini su
questioni di comune interesse sarà messa in pratica attivamente attraverso
tutti gli strumenti costituzionali e operativi a disposizione? Saprà diventare
metodo? Sapremo noi cittadini meritarci il diritto alla partecipazione e
al voto?
Saprà la nuova squadra reggere il
possibile dissenso se correttamente argomentato abbandonando la tentazione di screditarlo,
reprimerlo o depotenziarlo?
L'impresa è grande e lo sappiamo ma sappiamo
che è anche una grande occasione per tutti di realizzazione di democrazia reale.
Pensiamo che, indipendentemente da
chi saranno le prossime liste politiche in campo, misureremo il successo dell’attuale
squadra amministrativa con la capacità di riportare i grandi assenti di oggi
alle urne di domani.
E con ciò, un sentito buon lavoro alla squadra del sindaco
Bruno Bresciani.

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