Sono più di 40 quelli del Comitato frazione di Cerro,
cittadini che si sono messi assieme liberamente, ora è circa un anno, per amore
di questo angolo bellissimo della sponda lombarda del lago Maggiore. Obiettivo:
collaborare con le istituzioni, partecipare ai progetti e alle decisioni che ci
riguardano, difendere il territorio da decisioni cervellotiche calate
dall’alto.
Ed è stato proprio lo scempio del progetto dell’ex Molo Sironi la molla che ha
fatto scattare la mobilitazione di cittadini di vario orientamento, a spingerli
a mettersi insieme… una aggregazione che ha fatto scoprire e messo assieme
anche varie professionalità tutte in difesa di Cerro.
Si può dire che dal male nasce il bene: un progetto costoso e sconclusionato ai
danni del territorio che ha generato una bella aggregazione sociale.
Il Comitato in questi mesi è cresciuto socialmente, culturalmente, umanamente…
Si contano a decine le PEC inviate (e quasi sempre inevase) dal Comitato al
Comune di Laveno alcune sui problemi emergenti, orribili le nuove barriere
architettoniche realizzate in spregio alle persone più deboli, create dal
progetto di ristrutturazione del Molo Sironi e altre con proposte concrete per
la tutela del territorio. In questo quadro ci sono stati gli incontri, talvolta
in un clima surreale, di delegazioni del Comitato con rappresentanti
amministrativi e tecnici del Comune…
Ma parliamo di altro. Sono tanti gli eventi del Comitato, molto
partecipati, realizzati nella sede fascinosa del Club velico di via dei
Pescatori 3, a Cerro, in collaborazione tra lo storico Club velico Medio Verbano
e il Comitato frazione di Cerro.
Questo sodalizio è diventato in poco tempo una realtà culturale, un esempio di
partecipazione che pone il “paesello” di Cerro tra i centri all’avanguardia
nella provincia di Varese. Che si è fatto in questi mesi? Dalla mostra sulla
nave Vespucci, al sostegno al progetto del circolo Velico “ Cuori oltre
l’ostacolo” per la promozione di una vela alla portata anche delle persone in
difficoltà, con risultati concreti per l’abbattimento di barriere
architettoniche reali…Ma i “racconti della Darsena” sono stati una delle
chicche di questa collaborazione…Qui sono venuti la paesaggista Rita Sicchi a
raccontare la bellezza dei giardini del varesotto e l’idrobiologo Fabrizio
Merati ha parlato del piano per il conseguimento di una popolazione di
trote marmorate sul sistema torrente Rialto-Cerro. E la traduttrice Silvia
Pareschi ha raccontato del mitico Hemingway, delle sue esperienze di lago e di
mare e delle sue avventure sul lago Maggiore. La geologa Donatella Reggiori ha
fatto una cavalcata attraverso i tempi geomorfologici e sismici del Lago
Maggiore e…i quadri di Dario Pareschi che trasformano in poesia Cerro e il lago
Maggiore. Per non parlare della fantasiosa serata sul tango…E che dire degli
aperitivi e delle merende sulla darsena confezionate da una “scuola” di cucina
impagabile…per non parlare della comunicazione graffiante e non parruccona di
cittadini che vogliono partecipare e dire la propria opinione con toni educati
ma fermi, non da educande…
Ma tutto questo non è che l’inizio…
Possiamo dirlo? Le amministrazioni comunali di vario, e talvolta indistinto e
svagato colore, passano, la comunità di Cerro resta ed è viva!
È la nostra speranza e il nostro obiettivo, ma anche la nostra realtà !
ATTILIO SCHEMMARI
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