Si, torniamo a parlare della rotonda…
“Chi non riesce ad andarci vada da
un’altra parte”…
questo è il pensiero straordinario
che è capitato di sentire esprimere e talvolta leggere da quando il molo Sironi
è stato “riqualificato”.
Per l’ennesima volta occorre ribadire queste semplici e INDISCUTIBILI evidenze:
- L’area molo Sironi è pubblica
- Costruire barriere architettoniche in un edificio o posto pubblico in violazione delle norme di legge può comportare sanzioni penali per i tecnici e responsabili dei lavori e configura un illecito civile per discriminazione indiretta, obbligando l'ente o il gestore a rimuovere l'ostacolo e a risarcire il danno.
Qualcuno ci tenta ancora con un
“tanto ormai è così”…
Va bene, invece così non può
essere, in forza della normativa, del buon senso, del buon utilizzo di
pubbliche risorse e buon ultimo di una sana etica pubblica che serve continuare
a pretendere da chi ci governa.
Per questo si è chiesto subito con
forza ai neoeletti amministratori che ereditano senza colpa alcuna il
“pasticciaccio brutto” di lungolago Perabò, di farsi carico delle relative
istanze inviate e della revisione complessiva dell’area e della sua messa in
sicurezza.
Un’area riaperta frettolosamente al
pubblico a metà maggio 2026 a ridosso del periodo elettorale mentre la presenza
di tubi predisposti ma collegati a nulla e di un sentiero ulteriormente dissestato
dal frequente passaggio di mezzi pesanti del cantiere e non solo la faceva
apparire come “non ancora finita” e che infatti
appare oggi già in stato di incuria benchè
appena “riqualificata” con un annoso e costoso intervento.
Ma bando ai rimpianti e al
pessimismo! Qualcosa di buono potrebbe venirne fuori, anzi, molto buono…
L’interramento dell’ ex area portuale
in concessione da autorità di bacino (progetto di autorità di bacino) sottraendo
superficie al lago, ha di fatto formato una penisola di terraferma portando un
vantaggio di circa 400 mq. seminati a prato ricavando poi tra il braccio di
molo e il nuovo muro di contenimento una piccola area incassata che rimane per
ora riempita di sabbia dato il basso livello del lago.
Attualmente i due progetti che
insistono sulla stessa area: progetto
autorità di bacino e progetto comunale realizzato dal professionista incaricato
(rotonda molo Sironi) appaiono come due progetti che non si sono coordinati,
che si rivelano incoerenti tra loro, appaiati per caso ma a sé stanti,
da un punto di vista architettonico, occorrerebbe quindi riuscire ad integrare le due parti in un disegno unico il più possibile logico considerando
che è un’area che ha già una forma strana di suo essendo “rimediata” da una
forma preesistente con la nativa e chiara funzione di porto. Un rompicapo per
appassionati insomma.
Ora ci capita di avere per i prossimi
cinque anni all’assessorato ambiente e all'urbanistica del comune di Laveno
Mombello, una figura di grande esperienza con competenze che si adattano perfettamente al caso sull’architettura
e sul paesaggio e inoltre favorevole al coinvolgimento dei cittadini attraverso
la pratica della progettazione partecipata: un metodo di lavoro collaborativo
che unisce competenze di cittadini, enti, associazioni. L’architetto
paesaggista Rita Sicchi.
Per chi scrive è presagio e motivo di
grande speranza: che l’area che oggi appare straniante a molti per la mancanza
di una chiave di lettura unitaria, per il senso di “non finito” e di rozza
fattura che lascia e il cui recente rifacimento per la parte comunale comunque
obbliga l’ente a metterci mano per regolarizzare quanto sopra detto, possa
diventare, con un progetto vero e coerente un belvedere di tutto rispetto che ambisca
a rappresentare degnamente il paese con la funzione dei classici
belvedere delle ville lombarde sui laghi (e a Cerro siamo in un
punto tra i più impressionanti del Verbano) ma ad uso pubblico completamente libero
e gratuito, accessibile, coerente, sicuro e dotato di ciò che ne rende bella in
modo qualificante, comoda e funzionale la fruizione e la sosta. Per tutti.
Speriamo dunque di meritarci con un prossimo
buon progetto consapevole su quel luogo, la fortuna di trovarci al cospetto della bellezza ogni giorno nuova e diversa che la
vista da Cerro regala e di meritarci tanto più il rispetto di chi al belvedere pensa
di poter tornare come prima a buon diritto senza doversi trovare di fronte al recentissimo malsicuro, immotivato, pregiudizievole e antipatico ostacolo di quella specie di montagnola sopraelevata.
Una sfida difficile? Si.
Appassionante? Moltissimo!
Un futuro migliore per l’area molo
Sironi?
14/08/2026 L. Chiuppi
Che tristezza. Pensare al passato e ritrovarsi un presente così brutto.
RispondiEliminaNon arrendiamoci.
Grazie Fabrizia
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