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12 settembre 2025

 

Ci sono beni inestimabili  che hanno  costruito  nel tempo la nostra identità che di quei luoghi è fatta, dell’anima di quei luoghi e delle persone che, se siamo stati fortunati, ci hanno affiancato per un tratto di strada insegnandoci con l’esempio il valore della Cura e della Bellezza.

Oggi accogliamo qui la voce della nostra mitica bibliotecaria di Laveno Mombello, Liviana Fontana che con competenza, passione e dedizione ha dato lustro per decenni a una biblioteca che è “una delle biblioteche più antiche e più belle della provincia” come scrive nel 2018 VareseNews.

Oggi siamo al fianco della sua voce che “riflette” educatamente sulla brutta fine che faranno tutti quei veri e propri “tesori” che ha portato alla luce e accudito per una vita, la sua.

Lo fa nel suo stile, con l’umiltà di colei che trovandosi quotidianamente tra le parole dei grandi, alla fine osa porgere la sua e non lo fa per amore di sé ma di quelle parole immense che sono vite intere che attraversano tutto il tempo, a migliaia! che sono tutto ciò che è, ciò che importa, ciò che rimane.

Nel nostro stile invece ripubblichiamo l’articolo di Varese News del 2018 sulla biblioteca e la lettera aperta che la nostra amata Liviana, ha deciso di scrivere all’attuale amministrazione cittadina.

Buona lettura!

Pubblicato: Lunedì 30 Aprile 2018 da Varese News




E’ una delle biblioteche più antiche e più belle della provincia. La sua nascita risale almeno all’Unità d’Italia e da allora non ha mai smesso di svolgere il suo compito. Ha cambiato diverse sedi e si è adattata ai cambiamenti del tempo ma conservando pezzi importanti di storia e di tradizioni.

 Oggi la biblioteca di Laveno Mombello si trova a Villa De Angeli Frua, dimora settecentesca affacciata sul Lago Maggiore che fu donata dalla famiglia Tinelli all’amministrazione comunale negli anni ’70. Restaurata e adattata alle esigenze d’ufficio, negli anni ’90 divenne sede del palazzo del Comune e un’ala è stata dedicata al mondo dei libri.

Gli ottantamila volumi sono divisi su tre piani. «Abbiamo libri di tutti i generi ma la a nostra particolarità è che abbiamo curato molto il settore dell’arte e della ceramica racconta Liviana Fontana, responsabile -. Quando ho iniziato a lavorare qui, nel ’77, mi sono subito resa conto che c’era un’altissima richiesta di libri d’arte. Credo che l’influenza della tradizione della ceramica sia nel DNA dei lavenesi e li porti ad essere più curiosi rispetto a questo settore». In particolare poi, negli anni è stata creata una buona raccolta di libri dedicati al futurismo: «Questo perché Russolo, artista futurista, trascorse parte della sua vita a Cerro».

 Ma non è tutto. In piccoli scaffali custoditi si può trovare anche una raccolta unica: «La moglie di Russolo decise di donare la libreria dell’artista alla biblioteca comunale. Di quel lascito sono riuscita a rintracciare circa cento volumi alcuni dei quali hanno dediche firmate da Marinetti o Fillia. Quei volumi sono ancora conservati e ordinati».

Un altro piccolo tesoro per la biblioteca è il fondo lasciato dal Notaio Luciano Lilloni, scacchista italiano di Laveno Mombello che ha deciso di donare tutte le sue “guide” e metterle a disposizione degli interessati. Così come hanno fatto gli eredi del Professor Giovanni Battista Monteggia, un medico e anatomista italiano dell’ottocento, famoso per i suoi importanti contributi allo studio della chirurgia e della traumatologia. Il fondo del Sentore Aristide Marchetti, anch’esso personaggio di spicco lavenese, permette invece di conoscere buona parte della storia il fondo Tinelli riporta a tempi antichi con documenti della famiglia nobile piemontese che trovò residenza in paese.

Diverse peculiarità che rendono la biblioteca di Laveno Mombello interessante per studiosi di tutta Italia. «Molti ci contattano sapendo che possono trovare libri specifici. Cerchiamo poi di essere sempre aggiornati e di far trovare ai lettori anche le ultime novità editoriali». Liviana spiega che nel 2017 i prestiti sono stati 35837 con un’andamento costante rispetto agli anni precedenti. «Ma credo che la cifra di una biblioteca non la facciano solo i numeri ma anche l’atmosfera che si respira quando entri. Abbiamo sempre cercato di renderla un luogo vivibile e accogliente, aperto a tutti».

La Biblioteca in numeri:

80.000 libri a disposizione 35837 prestiti nel 2017 Wi-Fi si  - Indirizzo: Via Roma, 16/A 21014 LAVENO MOMBELLO

Sistema Bibliotecario DEI LAGHI

Articolo pubblicato da Luinonotizie

Laveno Mombello | 10 Settembre 2025

Biblioteca di Laveno: «Modernità o fumo negli occhi?»

L'ex bibliotecaria Liviana Fontana riflette sul progetto di valorizzazione presentato in consiglio comunale, e individua alcune criticità: ridistribuzione spazi, meno posti in aula studio, orari

Di seguito il testo integrale della lettera inviata alla redazione da Liviana Fontana per condividere con Luinonotizie una riflessione sul futuro della biblioteca lavenese. 

Nella lettera si fa riferimento a quanto emerso dall’ultimo consiglio comunale di Laveno, durante il quale l’assessore alla Cultura, Alice Gomiero, dopo un’interrogazione del centrosinistra dedicata al futuro della biblioteca, ha parlato dei progetti dell’amministrazione per valorizzare il servizio. Un servizio al momento penalizzato dai lavori di adeguamento alle norme antincendio, per i quali diversi spazi della biblioteca sono stati chiusi al pubblico. 

Liviana Fontana ha diretto la biblioteca di Laveno dal 1977 al 2019. 


Ho letto con interesse l’articolo recentemente pubblicato a proposito della biblioteca comunale di Laveno Mombello, e vorrei esplicitare alcune riflessioni. Nell’articolo non si fa cenno al particolare patrimonio librario della biblioteca, cosa del resto poco presente anche nei discorsi del Sindaco e dell’Assessora Gomiero.

I libri sono di solito considerati la principale ricchezza di una biblioteca. Anche nel nostro caso si tratta di una grande quantità di testi, negli anni accuratamente acquisiti e selezionati, presentati al pubblico a scaffale aperto, cosa molto apprezzata dai lettori. Sembra invece ora di parlare di un pesante fardello di cui liberarsi, almeno in parte, al più presto.

Certamente, per rispettare le norme antincendio, non potranno più essere esposti totalmente ma bisognerebbe, prima di ogni altra cosa, fare uno sforzo per cercare di dare alla biblioteca il maggior numero di spazi possibile. A questa esigenza l’Amministrazione risponde proponendo una redistribuzione dei locali addirittura di 20 mq inferiore a quella attuale. Dov’è la logica?

Andiamo avanti. I posti a disposizione degli studenti nella futura aula studio saranno 14. Peccato le presenze fossero – quando la biblioteca era aperta – mediamente di 30/40 ragazzi al giorno.

Ancora. A proposito dell’orario di apertura, l’Assessora dice che, anche con l’apertura di sole 36 ore settimanali, siamo al di sopra degli standard regionali, e che la biblioteca di Varese apre 33 ore la settimana. Se proprio vogliamo fare dei raffronti, suggerirei di dare uno sguardo agli orari di apertura di Busto Arsizio e Gallarate. Se però vogliamo giocare al ribasso

Continuiamo. Si parla della futura modernità: gaming, ricerche, lettura ad alta voce e spazi per i più piccoli. Diciamo allora che ricerche, lettura ad alta voce e sala ragazzi risultano in essere da qualche decennio. In cosa consista poi nel nostro caso il gaming (vocabolo inglese per designare videogiochi e affini) proposto dovrebbero spiegarlo l’Assessora. E spiegare anche perché viene considerato prioritario.

Sinceramente la realtà mi sembra molto più terra terra. Semplicemente si vuole privare la biblioteca di due bei locali per metterci uffici comunali. Molto all’avanguardia.

In realtà credo che la vera modernità di una biblioteca sia quella di offrire un patrimonio librario adeguato, servizi efficienti, spazi piacevoli e accoglienza alle persone e alle loro esigenze e passioni, in rapporto stretto con l’associazionismo e gli altri enti del territorio. Il resto è solo fumo negli occhi.


 



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