Ci sono
beni inestimabili che hanno costruito nel tempo la nostra identità che di quei
luoghi è fatta, dell’anima di quei luoghi e delle persone che, se siamo stati
fortunati, ci hanno affiancato per un tratto di strada insegnandoci con
l’esempio il valore della Cura e della Bellezza.
Oggi accogliamo
qui la voce della nostra mitica bibliotecaria di Laveno Mombello, Liviana Fontana
che con competenza, passione e dedizione ha dato lustro per decenni a una
biblioteca che è “una delle biblioteche più antiche e più belle della provincia” come scrive nel 2018 VareseNews.
Oggi siamo al fianco della sua voce che “riflette” educatamente sulla
brutta fine che faranno tutti quei veri e propri “tesori” che ha portato alla
luce e accudito per una vita, la sua.
Lo fa nel suo stile, con l’umiltà di colei che
trovandosi quotidianamente tra le parole dei grandi, alla fine osa porgere la
sua e non lo fa per amore di sé ma di quelle parole immense che sono vite
intere che attraversano tutto il tempo, a migliaia! che sono tutto ciò che è, ciò
che importa, ciò che rimane.
Nel nostro stile invece ripubblichiamo l’articolo di Varese
News del 2018 sulla biblioteca e la lettera aperta che la nostra amata Liviana,
ha deciso di scrivere all’attuale amministrazione cittadina.
Buona lettura!
Pubblicato: Lunedì 30 Aprile 2018 da Varese News
Gli ottantamila volumi sono divisi su tre piani. «Abbiamo libri di tutti i generi ma la a nostra particolarità è che abbiamo curato molto il settore dell’arte e della ceramica – racconta Liviana Fontana, responsabile -. Quando ho iniziato a lavorare qui, nel ’77, mi sono subito resa conto che c’era un’altissima richiesta di libri d’arte. Credo che l’influenza della tradizione della ceramica sia nel DNA dei lavenesi e li porti ad essere più curiosi rispetto a questo settore». In particolare poi, negli anni è stata creata una buona raccolta di libri dedicati al futurismo: «Questo perché Russolo, artista futurista, trascorse parte della sua vita a Cerro».
Un altro piccolo tesoro per la biblioteca è il fondo lasciato dal Notaio Luciano Lilloni, scacchista italiano
di Laveno Mombello che ha deciso di donare tutte le sue “guide” e metterle a
disposizione degli interessati. Così come hanno fatto gli eredi del Professor Giovanni Battista Monteggia, un
medico e anatomista italiano dell’ottocento, famoso per i suoi importanti
contributi allo studio della chirurgia e della traumatologia. Il fondo del Sentore Aristide Marchetti, anch’esso
personaggio di spicco lavenese, permette invece di conoscere buona parte
della storia il fondo Tinelli riporta a tempi antichi con documenti della
famiglia nobile piemontese che trovò residenza in paese.
Diverse peculiarità che rendono la biblioteca di Laveno Mombello
interessante per studiosi di tutta Italia. «Molti ci contattano sapendo che
possono trovare libri specifici. Cerchiamo poi di essere sempre aggiornati e di
far trovare ai lettori anche le ultime novità editoriali». Liviana spiega che nel 2017 i prestiti sono stati
35837 con un’andamento costante rispetto agli anni precedenti. «Ma credo
che la cifra di una biblioteca non la
facciano solo i numeri ma anche l’atmosfera che si respira quando entri.
Abbiamo sempre cercato di renderla un luogo vivibile e accogliente, aperto a
tutti».
La
Biblioteca in numeri:
80.000 libri a disposizione 35837 prestiti nel 2017 Wi-Fi si - Indirizzo: Via Roma, 16/A 21014 LAVENO MOMBELLO
Sistema Bibliotecario DEI LAGHI
Laveno
Mombello | 10 Settembre 2025
Biblioteca
di Laveno: «Modernità o fumo negli occhi?»
L'ex
bibliotecaria Liviana Fontana riflette sul progetto di valorizzazione
presentato in consiglio comunale, e individua alcune criticità: ridistribuzione
spazi, meno posti in aula studio, orari
Di
seguito il testo integrale della lettera inviata alla redazione da Liviana
Fontana per condividere con Luinonotizie una riflessione sul futuro della
biblioteca lavenese.
Nella
lettera si fa riferimento a quanto emerso dall’ultimo consiglio comunale di
Laveno, durante il quale l’assessore alla Cultura, Alice Gomiero, dopo
un’interrogazione del centrosinistra dedicata al futuro della biblioteca, ha
parlato dei progetti dell’amministrazione per valorizzare il servizio. Un
servizio al momento penalizzato dai lavori di adeguamento alle norme
antincendio, per i quali diversi spazi della biblioteca sono stati chiusi al
pubblico.
Liviana
Fontana ha diretto la biblioteca di Laveno dal 1977 al 2019.
I libri sono
di solito considerati la principale ricchezza di una
biblioteca. Anche nel nostro caso si tratta di una grande quantità di testi,
negli anni accuratamente acquisiti e selezionati, presentati al pubblico a
scaffale aperto, cosa molto apprezzata dai lettori. Sembra invece ora di
parlare di un pesante fardello di cui liberarsi, almeno in
parte, al più presto.
Certamente,
per rispettare le norme antincendio, non potranno più essere esposti totalmente
ma bisognerebbe, prima di ogni altra cosa, fare uno sforzo per cercare di dare
alla biblioteca il maggior numero di spazi possibile. A questa
esigenza l’Amministrazione risponde proponendo una redistribuzione dei locali
addirittura di 20 mq inferiore a quella attuale. Dov’è la logica?
Andiamo
avanti. I posti a disposizione degli studenti nella futura aula studio saranno
14. Peccato le presenze fossero – quando la biblioteca era aperta – mediamente
di 30/40 ragazzi al giorno.
Ancora. A
proposito dell’orario di apertura, l’Assessora dice che, anche con
l’apertura di sole 36 ore settimanali, siamo al di sopra degli standard
regionali, e che la biblioteca di Varese apre 33 ore la settimana. Se proprio
vogliamo fare dei raffronti, suggerirei di dare uno sguardo agli orari di
apertura di Busto Arsizio e Gallarate. Se però vogliamo giocare al
ribasso…
Continuiamo.
Si parla della futura modernità: gaming, ricerche, lettura ad alta
voce e spazi per i più piccoli. Diciamo allora che ricerche, lettura ad alta
voce e sala ragazzi risultano in essere da qualche decennio. In
cosa consista poi nel nostro caso il gaming (vocabolo inglese per designare
videogiochi e affini) proposto dovrebbero spiegarlo l’Assessora. E spiegare
anche perché viene considerato prioritario.
Sinceramente
la realtà mi sembra molto più terra terra. Semplicemente si vuole
privare la biblioteca di due bei locali per metterci uffici comunali.
Molto all’avanguardia.
In realtà
credo che la vera modernità di una biblioteca sia quella di offrire un
patrimonio librario adeguato, servizi efficienti, spazi piacevoli e
accoglienza alle persone e alle loro esigenze e passioni, in
rapporto stretto con l’associazionismo e gli altri enti del territorio. Il
resto è solo fumo negli occhi.

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