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10 settembre 2025

In un bizzarro momento storico dove sul pianeta Laveno Mombello Cerro atterrano chioschi e chiringuiti come se piovesse, riproponiamo il pezzo giornalistico più che mai centrato di Silvia Pareschi pubblicato a luglio sulla Prealpina. Buona lettura!

Iperturismo, No, grazie. Il Lago Maggiore è ancora in tempo per evitarlo

«Vedrà che bella gita, il lago Maggiore è sottovalutato.»
Sono a Milano, in fila per comprare il biglietto del treno, e se non ci fossero 38 gradi queste parole rivolte dalla bigliettaia a una cliente mi manderebbero un brivido lungo la schiena. Riecheggiano quelle usate da Vitaliano Borromeo in un’intervista, nella quale dichiarava: «il lago Maggiore soffre di undertourism», usando il termine inglese nella sua vecchia accezione, quella di fenomeno per cui in certi luoghi il numero di turisti risulta molto basso rispetto alla disponibilità ricettiva. Oggi invece con «undertourism» si intende per lo più un tipo di turismo intelligente, caratterizzato dall’autentica voglia di riscoprire luoghi poco conosciuti senza snaturarli né deturparli.
Il lago Maggiore è ancora in tempo per specializzarsi in questo tipo di turismo, evitando gli eccessi dell’iperturismo che sta soffocando certe zone dei laghi di Como e di Garda? Se prendiamo come esempio Laveno, il paese dove sono nata e dove vivo, troviamo segnali non troppo incoraggianti. La cementificazione avanza a un ritmo mai visto, favorita dai fondi del PNRR che, si sa, vanno spesi in fretta e purchessia, e da uno scellerato piano di gestione del territorio che l’amministrazione – eletta anche sulla base di uno slogan elettorale buono per tutte le stagioni come “no al consumo di suolo” – ha ereditato ma non ha mai modificato. Un lato del golfo è ormai completamente deturpato da una serie di palazzi che non finiscono mai di spuntare, venduti a prezzi al metro quadro in linea con quelli del centro di Milano. Altri progetti edilizi incombono in ogni angolo edificabile, compresa la collina davanti al lago – e dunque molto appetibile – dove si apre il bellissimo sentiero del Lazzaretto, che probabilmente, dopo la costruzione dell’ennesimo palazzone-albergo, tanto bellissimo non sarà più. L’amministrazione ha inoltre previsto la costruzione di un paio di nuovi bar, sotto forma di parallelepipedi definiti «container» dallo stesso architetto che li ha progettati, in fondo al lungolago di Cerro e nel parco delle Torrazze, recentemente «riqualificato» mediante l’abbattimento di buona parte dei suoi alberi. In particolare la struttura di Cerro, progettata senza alcuna relazione con il paesaggio circostante e destinata a venire utilizzata solo d’estate e a restar lì a imbruttire il lungolago per il resto dell’anno, si accompagnerebbe a un intervento di interramento per ampliare la rotonda e a una concessione a privati di alcune spiagge. Tutto questo allo scopo di attirare altri turisti in un paesino dove d’estate le macchine sono già parcheggiate una sopra l’altra. E il tutto a fronte – come da manuale nel modello dell’iperturismo – di servizi per la cittadinanza scarsissimi, un trasporto pubblico pressoché inesistente, una biblioteca che viaggia a orario ridotto da tempo immemore e che, si vocifera, sta per essere «ridimensionata».
Ogni cosa sembra dunque andare nella direzione dello sfruttamento selvaggio di tutto ciò che di bello esiste nelle nostre zone, anziché in quella di una valorizzazione intelligente, rispettosa della storia, dell’architettura e delle bellezze naturali del nostro territorio.
Attenzione, allora, perché quando tutti gli appartamenti da un milione di euro saranno stati venduti, quando tutti gli angoli più belli saranno stati cancellati, quando tutti i vecchi chioschi che servivano pesce di lago saranno stati trasformati in bistrò che servono filetto di toro scomposto (è vero, giuro), ci accorgeremo che il turismo, quel tipo di turismo, non ha portato ricchezza – se non ai costruttori – e non ha portato lavoro – a parte quello di affittacamere e di cameriere – ma solo bruttezza e omologazione. Ripensiamoci, finché siamo in tempo.

VARESE | Silvia Pareschi 2025-07-16 08:08:45


 

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